Il Tartufo La storia e le tipologie

Il Tuber melanosporum Vitt., noto volgarmente come "Tartufo nero pregiato" o "Tartufo nero dolce", ha dimensioni che variano da una noce a quella di una grossa arancia.

Carpoforo di forma rotondeggiante piuttosto regolare, talora irregolare se cresciuto in terreni molto ricchi di scheletro.
Peridio nero aderente alla gleba, talora con zonature rugginose, con verruche di media grandezza (3-5 mm) e di forma piramidale a base quadrata, pentagonale o esagonale, con il vertice smussato o depresso.
Gleba chiara negli esemplari giovani, nero porpora o nero-violacea a maturità.
Vene bianche, fitte, strette, a contorni definiti, che all'aria diventano bruno - rossicce, circondate da due bande traslucide.

Dove cresce il tartufo nero di solito la vegetazione scarseggia e sotto l'albero l'erba è rada a causa dell'azione del micelio.

Matura da dicembre a marzo.
Emana un profumo intenso e gradevole.
Ottimo commestibile; il suo specifico sapore e il suo aromatico profumo lo rendono molto apprezzato in cucina dove dai francesi è considerato il migliore e quindi il più pregiato fra i "neri".

Cresce in Umbria, Marche, Toscana, Lazio e nelle aree più riparate del Veneto, della Lombardia, del Trentino, del Piemonte e della Liguria.